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Domande frequenti

(Risparmio)






Perchè il calorifero è metà caldo e metà freddo?

In assenza di valvole termostatiche nel radiatore circola una grande quantità di acqua e la cessione di calore del radiatore verso l’ambiente non consente il raffreddamento del liquido. Tecnicamente si dice che il radiatore lavora a alte portate di fluido e basse differenze di temperatura tra mandata e ritorno.
In presenza di valvola termostatica, essa regola la temperatura nell’ambiente attraverso la parzializzazione del passaggio dell’acqua nel radiatore: fa passare solo il liquido necessario a mantenere il confort impostato sulla scala graduata (es.. 20 °C). Tecnicamente si dice che il radiatore lavora a basse portate di fluido e alto differenze di temperatura tra mandata e ritorno.
Questo provoca la "stratificazione termica", ossia l’acqua più calda rimane nella zona alta del radiatore, l’acqua che ha ceduto il calore, quindi fredda nella zona bassa. Questo effetto, quindi, identifica il corretto funzionamento delle valvole termostatiche.


Con la manopola sul 3 perché non raggiungo una temperatura di 20 °C a casa?

La valvola termostatica possiede un sensore collocato nella manopola graduata che è sensibile alla temperatura ambiente. Pertanto, in caso di accumulo di calore attorno al sensore per diverse cause (mensola, copri termo, tendaggi pesanti, indumenti posti sopra) il sensore misura una temperatura diverse della stanza e riduce l’afflusso di acqua calda nel radiatore. Quindi liberare completamente il sensore o richiedere il montaggio della termostatica con sensore esterno.


Quale unità di misura è associata agli scatti dei ripartitori?

I ripartitori sono realizzati secondo una norma UNI EN 834, la quale chiarisce che i conteggi dei ripartitori sono proporzionali all’energia emessa dal radiatori, sotto specifiche condizioni di funzionamento. Pertanto, l'unità di ripartizione (lo scatto) è adimensionale.
L’equità nella ripartizione è garantita dal fatto che tutti i ripartitori devono essere della stessa marca e modello (quindi alta ripetibilità della misura) e installati con le medesime regole, secondo la norma UNI di riferimento.


Qual è la percentuale di spesa da imputare a millesimi?

La precedente norma italiana e altri stati Europei prevedono una quota dal 20% al 50%. La norma tecnica italiana attualmente in vigore, la UNI 10200:2005, prevede che la quota fissa sia la parte di spesa gestionale (conduzione caldaia e servizio di contabilizzazione) e la quota energetica derivante dalle dispersioni delle rete di distribuzione del condominio, determinata da un tecnico abilitato.


I ripartitori si possono manomettere?

I ripartitori sono costruiti con diverse protezioni per la manomissione. Il sistema di fissaggio prevede un sigillo e elementi studiati per l’antimanomissione. In caso di forzatura, oltre ad avere segni evidenti del sigillo rotto il sistema memorizza la data e l’ora della apertura. Anche il software si accorge di condizioni particolari di funzionamento, come l'accumulo interno di calore, ed avvia delle procedure di protezione.


Quanto si risparmia con la contabilizzazione e termoregolazione?

Al livello condominiale si ha un risparmio medio dal 15% al 25% il primo anno e un ulteriore 5% o 8% il secondo. Al livello individuale, applicando un diverso criterio di riparto basato sugli effettivi consumi, risparmierà molto chi preleva meno calore dai radiatori.


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